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Dermatite atopica: attenzione alle zanzare!

La dermatite atopica e le zanzare non sono alleate.

È arrivato luglio e con esso l’estate e il caldo.
Durante l’estate, il sole e l’acqua del mare tendono a far regredire le lesioni cutanee provocate dalla dermatite atopica. Una vacanza al mare e le giuste precauzioni possono favorire un miglioramento della secchezza cutanea.
Vi consigliamo di evitare gli orari più caldi, proteggere la pelle dalle radiazioni solari e sciacquare la pelle da sudore, sabbia e salsedine.

Se da una parte, la bella stagione può essere un’alleata dei soggetti che soffrono di dermatite atopica, dall’altra presenta uno svantaggio: c’è il ritorno delle zanzare.

Le punture di questi insetti sono fastidiose per tutti, ma sui soggetti che soffrono di dermatite atopica, i pomfi dovuti alle punture di zanzare provocano un prurito ancor più intenso e grattandosi si possono provocare lesioni, che, se non adeguatamente trattare, si possono infettare.

Una puntura di zanzara può scaturire reazioni allergiche, che possono addirittura trasformarsi in reazioni anafilattiche.

Possiamo affermare che tra l’atopia e la frequenza di punture di zanzare c’è un legame.

Per comprendere questo legame, prima dobbiamo soffermarci sul microbioma cutaneo e sul ruolo fondamentale che gioca.

Dermatite atopica: il microbioma cutaneo

Il microbioma cutaneo è l’insieme dei microrganismi, come batteri, aracnidi, funghi e virus, che popolano la nostra cute. Con il termine microbiota cutaneo si riferisce all’insieme dei microrganismi che abitano la cute e gli annessi cutanei, mentre il microbioma si riferisce al loro patrimonio genetico. Questi due termini vengono spesso utilizzati come sinonimi.

Essi svolgono un ruolo importantissimo di protezione e di stimolo alla rinnovamento delle cellule cutanee, rendendo la rigenerazione della pelle più veloce ed efficace.

Nei soggetti in condizioni fisiologiche ottimali, i microrganismi si nutrono del nostro materiale organico e, attraverso il loro metabolismo, ci forniscono protezione da allergeni, irritanti e microrganismi estranei.

A causa del difetto genetico della barriera cutanea, nella dermatite atopica vi è una facile penetrazione di proteine e microbi, provocando così un malfunzionamento fisiologico.

Quelle dell’acaro sono tra le proteine maggiormente responsabili del deterioramento della barriera cutanea. Ecco, perché è bene coprire tutti i letti della casa, fonte inesauribile di allergeni. Scopri i Set Antiacaro, pacchetti completi in un semplice click.

I microbi esterni sono gli artefici della degradazione della barriera cutanea e causano un’alta suscettibilità agli stimoli esterni (irritanti, allergeni, germi estranei, umidità temperature calde o fredde, ecc.) e, di conseguenza, una maggiore incidenza delle infezioni cutanee.

In caso di pelle atopica, penetrano e proliferano specie microbiche normalmente assenti o poco presenti, un esempio su tutti è lo Staphilococcus Aureus.

dermatite atopica e zanzare

Le zanzare: perché stare attenti

È stato dimostrato che individui con una disbiosi microbica cutanea attraggono maggiormente le zanzare di chi ha invece una pelle sana.

Soprattutto, se la pelle è popolata da Staphilococcus Aureus in abbondanza.
Infatti, la presenza di questi microbi estranei e transitori provoca dei processi fermentativi che portano alla produzione di metaboliti che attraggono le zanzare.

Nei soggetti affetti di dermatite atopica, l’innesco del dismicrobismo cutaneo è generato da un difetto di barriera cutanea che la rende permeabile e incapace di trattenere l’acqua. La pelle risulta così sempre secca.

È indispensabile mantenere la pelle sempre idratata con l’utilizzo di creme idratanti come quelle della nostra linea Hydrami. Oppure si può ricorrere alla terapia del bendaggio umido, particolarmente consigliata ai soggetti atopici. Scopri il nostro manicotto per bendaggio umido e tutta la linea di bendaggi.

Per ridurre la presenza delle zanzare, bastano piccoli accorgimenti.

Ricordatevi di utilizzare un repellente per zanzare privo di allergeni e il più delicato possibile.

Inoltre, vi consigliamo di non lasciare acqua nei sottovasi dopo aver innaffiato le piante, perché rappresenta l’ambiente ideale per la schiusa delle uova. Dotare le finestre di zanzariere e all’interno dell’abitazione utilizzare gli appositi fornelletti o i dispositivi a ultrasuoni e arieggiare spesso la stanza.

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